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Gruppi Operativi del PEI

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I Gruppi Operativi  del PEI sono il nuovo strumento di cui si è dotata la UE per mettere in pratica tutti quei progetti, finanziati dal FEASR, che puntano allo sviluppo e innovazione in agricoltura. Attraverso l’integrazione tra il mondo rurale e mondo della ricerca, cercano, inoltre, di favorire la cooperazione e le sinergie tra aziende rurali. In pratica sono il trait d’union tra le aziende ed i progetti di ricerca derivanti da programmi specifici tipo Horizon 2020.
Drone su un campo di grano

Si è notato che i finanziamenti alla ricerca ed innovazione hanno prodotto quasi sempre buoni risultati ma poi una volta prodotto un risultato, la best-practice, il progetto finisce con la pubblicazione e divulgazione dei dati raccolti ed elaborati. Non c’è il collaudo in opera della ricerca!

Quindi la UE ha voluto cambiare approccio rispetto alle due precedenti programmazioni (2000-2006 e 2007-2013) creando un progetto a più ampio respiro in un’ottica di sistema e che coinvolga tutta la filiera dei soggetti destinatari del progetto: dalla ricerca alla formazione, dalla consulenza fino all’impresa che mette in pratica le cose ricercate, studiate e imparate.

I gruppi operativi si formeranno attorno a tematiche di interesse dell’agricoltura e realizzeranno progetti volti a collaudare e ad applicare pratiche, processi, prodotti, servizi e tecnologie innovative.

Campo di grano con girasoli

Per questo motivo, nei requisiti per la costituzione di un G.O. c’è l’obbligo di comprendere necessariamente, tra i vari partner, almeno un’azienda agricola e un organismo di ricerca e/o sperimentazione pubblico o privato nel settore agricolo ed agroalimentare, oltre ad altri partner che possono essere aziende della filiera agro-alimentare, consulenti e formatori del settore agricolo ed agro-alimentare e organizzazioni interprofessionali  e di produttori agricoli.

Gli obiettivi dei G.O. rispecchiano alcuni degli O.T. della Strategia Europa 2020:

  1. crescita intelligente
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione (OT1)
  • Promuovere la competitività delle PMI, del settore agricolo e del settore della pesca e dell’acquacoltura (OT3)
  1. crescita sostenibile:
  • Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi (OT5)
  • Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse (OT6)

La durata di questi progetti è temporanea. Normalmente di 36 mesi, necessaria per ottenere dei risultati significativi affinché ad un problema venga data una risposta comprovata dai fatti.

L’ente di ricerca è normalmente una università che ha il compito di svolgere attività di ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze.

Attraverso le buone pratiche e la tecnologia applicata all’agricoltura si vuole colmare il divario che esiste tra l’Italia e gli altri stati europei dove negli ultimi anni, il tasso di crescita è salito a differenza dell’Italia che è rimasto stabile e analogamente il valore prodotto è si aumentato ma non come negli altri paesi importanti (Germania e Francia). Inoltre, se confrontiamo i dati dell’ultimo decennio, mentre il reddito degli agricoltori comunitari cresceva del 30% nel ns. paese tale reddito diminuiva del 6%.

Ecco perché l’Italia e le varie Regioni, attraverso i vari programmi (PON e PSR) si sono date come priorità, l’agricoltura e soprattutto lo sviluppo dell’agricoltura innovativa e sostenibile. Fa parte di questa politica anche lo sviluppo di tutta quanta la filiera agro-alimentare, per contribuire a ridurre la frammentazione della distribuzione e l’impatto economico sui cittadini con prezzi esagerati rispetto al prezzo di produzione.

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Arrivederci al prossimo articolo.

Elvis

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